Quando inizieranno a scendere i tassi dei mutui per comprare casa nel 2024?

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Nel corso del 2024, il panorama dei tassi dei mutui è al centro delle attenzioni di chi intende accendere nuovi finanziamenti o rinegoziare quelli esistenti. 

Particolare attenzione è stata rivolta alla riunione del Consiglio direttivo della Banca Centrale Europea (BCE) tenutasi il 7 marzo, durante la quale è stato deciso di mantenere invariato il tasso di interesse sui rifinanziamenti al 4,50%. 

Questa decisione si inserisce in un contesto di cautela, dove l’istituto di Francoforte punta a una gestione equilibrata tra il sostegno alla crescita economica e il controllo dell’inflazione, con l’obiettivo a lungo termine di riportarla sotto il 2%.

In un clima di incertezza, caratterizzato da proiezioni di crescita e inflazione che continuano a evolversi, la BCE ha ribadito il proprio impegno a monitorare attentamente i dati economici, adottando un approccio data-driven nelle sue future decisioni di politica monetaria. 

Tale approccio lascia presagire che eventuali modifiche ai tassi di interesse, inclusi quelli applicati ai mutui, saranno strettamente legate all’andamento dei principali indicatori economici, con l’attesa di una possibile fase di politica monetaria più espansiva in seguito.

Per i potenziali mutuatari e coloro che già detengono mutui, l’attuale scenario richiede pazienza e una buona dose di strategia.

Oltre a verificare il rispetto dei requisiti previsti per l’ottenimento di un mutuo, sarà importante anche monitorare le decisioni future della BCE in merito ai tassi d’interesse, in quanto queste potrebbero influenzare significativamente le condizioni di finanziamento disponibili sul mercato.

Situazione relativa ai mutui a tasso fisso

La situazione attuale dei mutui a tasso fisso riflette una fase di transizione nel mercato dei finanziamenti ipotecari, con un contesto caratterizzato da un graduale adeguamento alle politiche monetarie e alle aspettative economiche. 

Dall’inizio del 2024, i nuovi mutui a tasso fisso hanno mostrato una tendenza al ribasso nei loro tassi di interesse (TAN), attestandosi mediamente al 2,8%. 

Questo calo dei tassi rappresenta un segnale positivo per i nuovi mutuatari, offrendo un risparmio medio di 15 euro sulla rata mensile rispetto ai tassi applicati a inizio anno.

La preferenza per i mutui a tasso fisso rimane predominante tra le famiglie, con il 90% dei nuovi mutuatari che sceglie questa opzione, rivelando una chiara tendenza verso la ricerca di stabilità e prevedibilità nelle proprie spese per il finanziamento dell’abitazione. 

Questa scelta si spiega con la volontà di mettersi al riparo dalle fluttuazioni dei tassi di interesse, garantendosi così rate costanti per tutta la durata del mutuo.

Anche se i tassi sono in leggero calo, la cautela rimane la parola d’ordine, poiché eventuali sviluppi geopolitici o economici potrebbero influenzare le prospettive future del mercato dei mutui. 

Di conseguenza, la scelta di un mutuo a tasso fisso si conferma una strategia difensiva per chi cerca sicurezza nelle proprie decisioni di investimento immobiliare.

Situazione relativa ai tassi a mutuo variabile

Per i mutui a tasso variabile, il 2024 si presenta come un anno di potenziali cambiamenti, influenzato dalle decisioni di politica monetaria della Banca Centrale Europea (BCE) e dall’andamento dell’Euribor, l’indice di riferimento per il calcolo degli interessi su questi tipi di mutui. 

Attualmente, dopo un periodo di incrementi, si osserva una fase di stabilizzazione delle rate, con la prospettiva di un inizio di calo a partire da maggio-giugno 2024.

La BCE ha mantenuto il tasso sui rifinanziamenti al 4,50%, senza apportare modifiche immediate che potrebbero influenzare direttamente i mutui a tasso variabile. 

Tuttavia, l’ottimismo del mercato, basato sulle previsioni di una possibile politica monetaria più accomodante nei mesi a venire, suggerisce che i tassi dei mutui a tasso variabile potrebbero iniziare a scendere, portando a un risparmio medio sulle rate mensili. 

Gli analisti stimano che, entro la fine del 2024, l’Euribor possa ridursi al 3%, favorendo così una diminuzione dei costi per i mutuatari.

Nonostante questa prospettiva positiva, la situazione per i mutui a tasso variabile rimane complessa e soggetta a rapidi cambiamenti in base all’evoluzione delle condizioni economiche e alle decisioni future della BCE. 

I mutuatari con finanziamenti a tasso variabile devono quindi rimanere attenti alle dinamiche del mercato e alle eventuali opportunità di rinegoziazione o surroga del mutuo, al fine di sfruttare le condizioni più vantaggiose possibili in un contesto ancora incerto.

Calo dell’Euribor a 1 anno e incidenza sul potenziale calo dei mutui

Il calo dell’Euribor a 1 anno rappresenta un’indicazione significativa per il mercato dei mutui, soprattutto per quelli a tasso variabile. L’Euribor (Euro Interbank Offered Rate) è il tasso di interesse medio al quale le banche europee si offrono prestiti in euro nel mercato interbancario. 

È un indice fondamentale per determinare il tasso di interesse applicato ai mutui a tasso variabile.

Da inizio 2024, l’Euribor a 1 anno ha mostrato una tendenza al ribasso, segnalando un clima di maggiore ottimismo e la previsione di un ambiente di tassi di interesse più bassi nel futuro prossimo. 

Questo calo è strettamente legato alle aspettative del mercato riguardo alle future politiche monetarie della Banca Centrale Europea (BCE), con la speranza che possano esserci tagli dei tassi di interesse o almeno una politica più accomodante per sostenere la crescita economica e facilitare i prestiti.

Un calo dell’Euribor a 1 anno può avere un impatto diretto sul costo dei mutui a tasso variabile, poiché la diminuzione di questo indice si traduce in interessi più bassi applicati alle rate del mutuo. 

Di conseguenza, i mutuatari potrebbero beneficiare di una riduzione della rata mensile del loro finanziamento, il che renderebbe i mutui a tasso variabile più attraenti rispetto a periodi precedenti con tassi più alti.

Calo dei mutui nel 2024: quando potrebbe avvenire in maniera consistente?

Il calo dei mutui nel 2024 è un tema di grande interesse per chi sta valutando di accendere un nuovo finanziamento o per chi già detiene un mutuo. 

Dalle informazioni disponibili, si prevede che i tassi sui mutui possano iniziare a scendere in modo più consistente a partire da giugno 2024. 

Questa prospettiva si basa sulle aspettative di un cambio di politica monetaria da parte della Banca Centrale Europea (BCE).

Come abbiamo visto, la BCE ha mantenuto un approccio prudente nei primi mesi dell’anno, lasciando invariati i tassi di interesse al fine di monitorare l’evoluzione dell’inflazione e la crescita economica. 

Tuttavia, l’istituzione ha segnalato la possibilità di un allentamento della politica monetaria nei mesi successivi, con un potenziale taglio dei tassi di interesse che potrebbe favorire una riduzione del costo dei mutui.

Gli analisti prevedono che l’Euribor possa iniziare a riflettere questi cambiamenti già prima dell’effettivo taglio dei tassi da parte della BCE, anticipando così una diminuzione dei tassi applicati ai mutui a tasso variabile. 

Questo scenario potrebbe portare a una riduzione delle rate per i nuovi mutuatari e offrire opportunità di risparmio anche per chi ha già un mutuo in corso, attraverso la rinegoziazione delle condizioni o la surroga.

È importante tenere presente che, nonostante le prospettive positive, il contesto economico e finanziario rimane incerto e può essere influenzato da vari fattori, come tensioni geopolitiche o shock economici, che potrebbero alterare le previsioni attuali. 

Pertanto, mentre le indicazioni attuali suggeriscono un potenziale calo dei tassi dei mutui nella seconda metà del 2024, i mutuatari dovrebbero rimanere informati e flessibili, pronti ad adattare le proprie strategie in base all’evoluzione del mercato.