Smart Working: cosa ne pensano le aziende 

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La sveglia posticipata di un’ora, niente traffico condensato, la pausa pranzo dedicata al riposo o alle faccende domestiche, la possibilità di recuperare i bambini a scuola senza doverli portare dalla babysitter e, solitamente, nessun rischio di straordinario. Queste sono le risposte più comuni alla domanda “quali sono i vantaggi dello smart working“. 

Negli ultimi anni, complice il lockdown del 2020, il lavoro da remoto si è fatto sempre più spazio e molti, anche dopo le riaperture, hanno fatto domanda per poter continuare a lavorare da casa, se non tutti i giorni almeno 2 o 3 alla settimana. 

Certo, le tecnologie dello studio fisico sono molto diverse da quelle casalinghe, ma in questo periodo le varie ditte hanno ampliato le offerte per garantire ai privati di allestire un vero ufficio dotato di tutti i comfort

In questo senso, la prima cosa da fare è sicuramente quella di assicurarsi una linea internet stabile. Un consiglio è quello di ricercare l’adsl più economica su ComparaSemplice.it, proprio perché, oltre alla comodità di svolgere il proprio mestiere tra le mura domestiche, nella scelta incide anche il portafoglio. 

Infatti, la maggior parte degli italiani ha notato un netto risparmio sia a livello di benzina, in quanto molte sedi si trovano lontano dal proprio domicilio, sia per il denaro speso nelle pause pranzo.

Subito dopo la connessione wi-fi, è importante creare uno spazio dedicato esclusivamente all’orario professionale e dotarsi di una poltrona comoda ed ergonomica, soprattutto nel caso di un full time al computer. 

Ma le aziende cosa ne pensano? È stato dibattuto per un lungo periodo e, seppur si pensasse che la loro opinione fosse contraria, in realtà i dati ci comunicano altro. Scopriamoli insieme. 

Per le aziende è un grande sì: tutti i numeri

Secondo una ricerca effettuata a campione fra le imprese italiane dall’Inapp , sette su dieci del Nord-Est dell’Italia hanno deciso di sfruttare appieno il potenziale del lavoro da remoto. Accanto a loro, quelle del Centro con il 57% di adesioni e anche a Nord Ovest hanno superato la metà con un 53%. 

L’indagine si è svolta principalmente nel settore privato e, stando ai dati, diversi Ceo hanno dichiarato come lo smart working permetta di risparmiare il costo degli spazi fisici e contribuisca ad aumentare il benessere organizzativo e mentale dei dipendenti. 

Questo fattore incide molto positivamente sulla produttività, in quanto coltivando un equilibrio stabile, anche il mestiere viene svolto con maggior serenità. L’aspetto è stato confermato poi dagli stessi dipendenti. 

L’80% degli intervistati ha fatto riferimento anche alla fiducia dopo che alcuni imprenditori hanno iniziato a elargire premi produzione visti i grandi risultati. 

Un ulteriore punto d’incontro è dato dal fatto che entrambe le parti ammettono l’importanza di recarsi in ufficio con cadenze regolari, così da coltivare i rapporti con i colleghi e promuovere lo scambio di idee. 

Smart working e lavoro agile: le differenze

Molti fanno ancora confusione fra le due definizioni, soprattutto se come riferimento prendiamo le imprese estere. Fuori dall’Italia, e anche per chi lavora con aziende internazionali, vi è una differenza sostanziale. 

Lì, lo smart working è inteso come un vero lavoro autonomo, basato esclusivamente su scadenze e risultati. Il lavoro agile, invece, implica il rispetto delle regole aziendali anche in termini di orario, seppur lavorando da casa. 

In Italia, però, non è così. Il Ministero dell’Istruzione infatti integra tutto nella voce lavoro agile e fa riferimento ai subordinati. Il testo, in realtà è molto chiaro e sottolinea, nella Legge 81/2017, come non dovrebbe essere caratterizzato da vincoli di spazio e di tempo, tramite una preventiva organizzazione stabilita fra le parti. 

Pone quindi l’accento esclusivamente sulla flessibilità organizzativa e sull’utilizzo di strumentazioni che consentono di lavorare da remoto. Inoltre sancisce lo stesso trattamento, sia economico che normativo, dei colleghi: dagli infortuni, alle tutele. 

È molto importante sapere cosa prevede questa modalità di lavoro, sia per i professionisti che gli imprenditori, così da garantire il pieno rispetto delle norme e non creare malcontenti all’interno dell’ufficio. 

Esistono comunque tre tipi di lavoro agile e variano in base al contratto: autonomo, che è quella appena descritta e denota quindi con il massimo della flessibilità; il parasubordinato, che dipende in parte dalle commissioni del committente; il subordinato dove il dipendente dovrà svolgere il lavoro esattamente come se fosse in azienda, ma da casa.