Gli spazi confinati: cosa sono e a cosa servono

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Uno spazio confinato può essere un qualsiasi posto limitato in cui ci può essere un grosso rischio di morte o di infortuni per colpa della presenza di sostanze dannose e nocive, o più semplicemente, condizioni di pericolo anche meno gravi. Ad oggi sono molteplici gli spazi confinati e sono facilmente riconoscibili grazie alle dimensioni ridotte di apertura, come ad esempio i serbatoi, le reti fognarie, ed anche i sistemi di drenaggio chiusi. Tuttavia, però, vi sono alcuni non altrettanto semplici da identificare purtroppo, e tra questi sono presenti anche le cisterne aperte, le tubazioni, le camere di combustione all’interno di forni ed addirittura le vasche

Ma come si valuta il rischio di spazi confinati a lavoro?

Questo tipo di valutazione spetta solo ed esclusivamente al datore di lavoro, ma tuttavia, non va solo valutato ma va anche classificato. Infatti, si dovrà dividere i criteri per la valutazione di uno o più spazi confinati basandosi su alcuni aspetti a livello di pericolosità, e sono: la percentuale di anidride carbonica presente su un posto confinato, così come la presenza di sostanze tossiche o altamente dannose per l’uomo, le caratteristiche geometriche del luogo da classificare ed infine, ma non per importanza, il livello di esplosività del posto. Una volta valutato il luogo confinato, si dovrà anche selezionare le misure di sicurezza da avere in caso di elevata pericolosità, e sono le seguenti: bisogna avere un metodo o più per comunicare con gli altri lavoratori con cui ci si trova, fare sempre un controllo specifico prima di iniziare a lavorare annotando sempre l’esito finale, ed un punto fondamentale è anche la formazione e l’addestramento dei lavoratori, ed infine, c’è anche la procedura di salvataggio se dovesse mai accadere qualcosa.

Ma quali sono gli obblighi per chi vuole costruire su uno spazio confinato?

Per chi vuole adoperare su una zona soggetta a rischio o sospetti di inquinamento, devono seguire alcune regole fondamentali, nonché obbligatorie. Il primo di una lunga lista, e forse il più importante, è quello di effettuare una formazione compresa di addestramento e informazione verso tutti i lavoratori compreso anche il datore di lavoro, nel caso dovesse anche lui prendere parte ai lavori insieme ai dipendenti, con anche una verifica di apprendimento, eseguita periodicamente dai lavoratori. È obbligatorio per i lavoratori di procurarsi le attrezzature di sicurezza, come ad esempio: autorespiratori, il rilevatore di gas oppure di sostanze facilmente infiammabili o tossiche, alcuni sistemi di soccorso e/o recupero, insomma, attrezzature fondamentali per la salvaguardia e la salvezza della loro vita a lavoro. Inoltre, per le imprese, c’è l’obbligo di avere un numero di personale esperto non più basso del 30%, quindi tendenzialmente sarebbero almeno 3 anni di esperienza in questo settore. Chiaramente c’è anche l’obbligo di informare ogni dipendente sui rischi che può correre lavorando in quello spazio confinato. 

Quali sono i pericoli che insorgono in uno spazio confinato?

Come è stato detto precedentemente, lavorare in uno spazio confinato non è semplice, ma bisogna essere altamente consapevoli di ciò che potrebbe accadere, non necessariamente, ma è pur sempre giusto informare e mettere in guardia. Alcuni dei pericoli che si corrono possono essere: un’elevata quantità di ossigeno o una quantità minore, respirare gas o fumi tossici, i quali sono nocivi per la salute, alcuni resti che, se venissero spostati, potrebbero causare la fuoriuscita di gas e vapori, la presenza di solidi sul territorio, e vista la presenza di gas e vapori tossici potrebbero esserci esplosioni o incendi causate anche dalla polvere infiammabile laddove ci sia. Ma oltre a questo elenco, è anche fondamentale sapere alcuni rischi esterni che possono influire su uno spazio confinato per via della quantità d’aria: il soffocamento o l’asfissia, che possono essere causati dalla carenza di ossigeno nel corpo, incendio oppure anche un’esplosione, alcuni rischi fisici come ad esempio cadute, schiacciamento, o addirittura annegamento, ed anche il rischio chimico che non è altro che la presenza di alcune sostanze nocive per la vita. Anche per questo i lavori che si fanno su uno spazio confinato sono altamente pericolosi e non adatti a chiunque, ecco perché dal 14 settembre 2011, è presente un decreto che prevede appunto l’obbligo di informazione verso i dipendenti. Inoltre, a causa dell’accesso non proprio semplice, può essere d’aiuto anche avere a disposizione un kit di emergenza con apposite imbracature per sostenere la figura assieme alle funi di sicurezza ed anche un treppiede per prevenire le cadute, ed inoltre quest’ultimo oggetto, è indispensabile per poter calare e prendere un lavoratore in caso di pericolo, ma se non si dispone di un treppiede, anche se si consiglia vivamente di averne uno, anche un verricello per recuperare può essere l’ideale. Se si effettua una semplice ricerca su internet, è impossibile non trovare il sito Tecnoliving, ovvero un sito che mette a disposizione vari punti per chi vorrebbe lavorare nei campi confinati o anche per chi già ci lavora, ed è l disponibile anche la sede situata a Vigevano, in provincia di Pavia.