Bruno Munari: biografia del designer italiano

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Bruno Munari: biografia del designer italiano nel post a cura di Casa News

Il panorama italiano è ricco di grandi personaggi che sono entrati nella storia dell’arte e del design. Tra questi non possiamo che ricordare Bruno Munari, artista poliedrico che ha influenzato l’arte e anche la letteratura italiana.

Bruno Munari è una delle figure di maggiore spicco del Novecento Italiano, uno degli artisti operatori – visivi che negli anni del boom economico italiano influenzarono, con la loro visione, la rinascita industriale del dopoguerra.

Vediamo, in questo post a cura di Casa News, la vita e le principali opere di Bruno Munari per il nostro nuovo approfondimento dedicato ai Designer Famosi. Benvenuti sul nostro portale!

Bruno Munari: la sua storia

Bruno Munari nasce a Milano il 24 ottobre del 1907. Inizia la sua carriera di artista a 20 anni, quando si avvicina per la prima volta a Marinetti e al movimento futurista. Apre il suo primo studio nel 1929 con Riccardo Castagnedi, altro esponente del futurismo italiano.

A Bruno Munari si deve la creazione del primo mobile della storia dell’arte. È infatti suo il famoso “macchina aerea”.

Lavora come grafico per Mondadori dal 1939 al 1945 e come Art Director della rivista Tempo dilettandosi, nello stesso periodo, nella stesura di libri per bambini, una fascia di età a cui Munari continuerà a guardare anche per opere future, sia in ambito di design industriale sia letterario.

Fonda nel Secondo Dopo-Guerra, più specificatamente nel 1948 e insieme ad altri artisti, il Movimento di Arte Concreta, iniziando così il periodo delle sue invenzioni che hanno rivoluzionato tutti gli anni ’50. È infatti in questi anni che, con le sue ricerche visive, arriva alla creazione di quadri astratti ricchi di negativi-positivi, che lasciano lo spettatore libero di scegliere lo sfondo che desidera. È anche il periodo dei libri illeggibili, racconti puramente visivi.

Sempre nel 1954 nascono i Polariscopi, oggetti di arte cinetica creati con gli obiettivi delle polaroid. Nel 1958 crea le sculture da viaggio, composizioni intente a rendere più personali le troppo spesso anonime camere di albergo.

La sua visione continua ad influenzare anche gli anni successivi, ricchi di invenzioni e collaborazioni, che non solo solidificano il suo pensiero rivoluzionario ma contribuiscono anche alla crescita nazionale. Un esempio è dato dal laboratorio per bambini, che per primo apre alla Pinacoteca di Brera nel 1978, dimostrando come già in tenera età ci si possa avvicinare all’arte.

Per il suo successo e il contributo alla cultura italiana, Bruno Munari è stato il sesto dei sette grandi di Milano tumulati nel Famedio del Cimitero Monumentale, dopo la sua morte, giunta il 29 settembre del 1998.

Le opere di Bruno Munari

Bruno Munari si è espresso in tanti modi nell’arte italiana, toccando i diversi campi della cultura del nostro paese. Celebre è il suo libro “Fantasia”, dove egli stesso analizza le facoltà umane per descrivere cosa sia realmente la creatività.

Sempre in ambito editoriale, dobbiamo a lui gran parte delle illustrazioni delle copertine del celebre Gianni Rodari ma non dimentichiamo l’apporto culturale nell’ambito delle arti visive, dove ha rivoluzionato mezzo secolo di storia con l’uso della fotografia.

Dalle collaborazioni in ambito di design industriale, invece, ricordiamo l’allestimento delle vetrine della Rinascente oltre alle creazioni di elementi innovativi, tra cui le statue da viaggio.

Una delle sue opere più importanti nel mondo dell’arredo-casa è invece la lampada a sospensione Falkland, realizzata nel 1964.  

Un’altra collaborazione interessante è avvenuta con la rivista Domus, quest’ultima durante gli anni ’40 e ’50. Realizza, in tale occasione, alcune copertine rilevanti che sono collocabili nella corrente artistica dell’arte concreta.

Premi Bruno Munari

Bruno Munari durante la sua carriera ha vinto numerosi riconoscimenti, tra cui possiamo citare tre Compassi d’Oro, negli anni 1954, 1955 e 1979, a cui si può aggiungere un Compasso d’Oro alla carriera nel 1995.

Il nostro post dedicato ad uno dei designer italiani più famosi di sempre, termina qui. Alla prossima con gli approfondimenti dedicati al mondo dell’Arredo e del Design, a cura di Casa News!